Giorno 17, 30 giugno 2020, Tappa 15, da Arpino a Roccasecca, 21.1km, 6h 50min


La tappa si preannuncia molto bella e di media difficoltà, ma decidiamo comunque di evitare il caldo il più possibile e pertanto mettiamo la sveglia alle 5, contando di partire alle 5:30. Alle 5:45 ci fermiamo dal bravo Massimo gestore del quasi centenario Caffe’ Italia per un cappuccino e brioche gommosa. Scambiamo due parole con Massimo, appassionato di cavalli e di turismo equestre, e ci racconta di come sia popolare da quelle parti andare in giro a cavallo. Considerata la natura dei sentieri, perlopiù sassosi dei monti Ernici che circondano la piana di Arpino,  vedere persone a cavallo non stonerebbe per niente con l’armonia del paesaggio. Noi comunque non ne abbiamo ancora visto in giro anche se una certa qual presenza e’ rivelata dalle abbondanti deiezioni sul percorso.

Sotto il cipiglio austero di Caio Mario, altro illustre cittadino di Arpino, ci allontaniamo dalla cittadina alla volta dell’Acropoli di Civitavecchia

L’acropoli è un insediamento pre-romano del VII secolo A.C., perfettamente conservato e inframmezzato da giardini ben curati, e qualche casa di un certo stile nel borgo di Civita ad essa annessa. Una delle porte di accesso all’Acropoli è un arco a sesto acuto, l’unico rimasto in piedi in Italia, e che fa un po’ pensare alla Porta dei Leoni a Micene. L’ora mattutina è magica per fotografare queste affascinanti rovine e indugiamo a percorrerne i quattro angoli nel tentativo di portarci a casa i colori ed i suoni che ci circondano.

C’è da dire che le tappe così serrate di questo Cammino, ti fanno arrivare esausto e affamato alla destinazione, e raramente si ha la voglia e la forza di buttarsi fuori a visitare il borgo. Poi bisogna tenere conto degli orari di apertura che non sempre coincidono con visite programmate al tramonto quando il caldo è meno feroce.  Personalmente preferisco di gran lunga visitare i luoghi di tappa la mattina prestissimo, e forse varrebbe la pena, malgrado i costi e la durata, di poter fermarsi almeno due notti per ogni tappa.

Oggi incontriamo tante persone gentili che si intrattengono volentieri con noi. A partire dal factotum Tommaso di Roccasecca che percorre più volte al giorno la strada da Arpino a Montecassino per accudire i pellegrini sotto la sua giurisdizione di ogni necessità: portare o andare a prendere zaini e valigie, portare persone a visitare luoghi fuori tracciato, prendere e portare persone dalla stazione, portare bottiglie di acqua a camminatori disidratati lungo le gole del fiume (secco) del Melfa, gestite i pernottamenti a Roccasecca per garantire a tutti il giusto confort dopo la camminata, e probabilmente dimentico ancora qualcosa.

Molto carini Rosanna e Michele a Torra Montenero, che ci vengono incontro sbracciandosi per rifornirci di acqua e già che ci sono, offrirci anche un caffè, e un bicchierino di liquore di mirtillo. Simpatico il trattorista Dario, che nel darci indicazioni si sofferma volentieri per sapere di noi, da dove veniamo, ecc.  Interessante parlare anche con Ferdinando col figlio Federico ed il papà Antonio, che ci raccontano le memorie dei loro nonni e bisnonni, su quanto avvenne nei primi mesi del 1944 con gli Alleati che fecero saltare tutti i ponti, prima di distruggere la Abbazia di Montecassino cercando di colpire il Comando tedesco asserragliato in una vicina masseria a difesa della linea Gustav.

Scendiamo per un ripido sentiero sassoso tra campi di energia fotovoltaica solare, fino a raggiungere la strada cosiddetta del Trecciolino, che con un bellissimo tracciato sul fondovalle del fiume Melfa, collegava Roccasecca con Isernia in Molise. Peccato che la strada è chiusa al traffico veicolare dal giugno 2006 e nessuno del posto ci sa dire con esattezza perchè. La natura è veramente incontaminata e da qualche tempo sui picchi rocciosi che sovrastano la valle sono tornate a nidificare le aquile. Arriviamo comunque a Roccasecca alle 13 riarsi dal sole, ma sufficientemente idratati grazie al buon Tommaso che nel frattempo ci è venuto incontro con il suo scooter e con il bauletto colmo di acqua fresca attinta alla fonte. Ci diamo appuntamento alle 18:30 per portare noi e le signore di Reggio Emilia, che nel frattempo ci hanno raggiunto, a visitare la chiesetta di San Tommaso di Aquino, dottore della chiesa e nativo di Roccasecca.

Domani sarà l’ultima tappa e ci congederemo dal Cammino non prima però di avere ritirato il Testimonium come attestato di completamento del percorso.

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