Giorno 8, 21 giugno 2020, Tappa 7 da Rocca Sinibalda a Castel di Tora, 14.3 km, 4h 5 min


Dopo fruttuose insistenze con la direzione della Rocca, Oscar riesce a farci inserire in un gruppo di visita per le 9:15 di stamattina. Gli altri gruppi sono in programma dalle 11 in poi, e la domenica di pieno sole, irresistibile per le famiglie del dopo-Covid, fa presagire grandi affollamenti per quell’ora. Invece usciamo ad entrare con sole altre due coppie, con la guida di Loredana, della Soprintendenza della Regione Lazio. Altra circostanza favorevole è la presenza alla Locanda di due signore di Reggio Emilia che si sono organizzate per farsi trasportare gli zaini in auto fino a Castel di Tora, e saputo che staremo alla stessa locanda, ci offrono di farci trasportare anche i nostri. Messa a tacere quasi subito la reazione da macho: “Real men carry their own stuff”, accettiamo di buon grado e andiamo a visitare il castello leggeri come piume. Salutiamo il simpatico Vittorio, il padrone della Locanda, personaggio affabile e molto ospitale, e aspettiamo all’ entrata del castello che si apra il portone.

Verso le 11 ci mettiamo in cammino verso il lago del Turano, con l’idea di fermarci a Posticciola per uno spuntino.

A Posticciola ci imbattiamo in Marco, dell’Osteria Elena, e abbandoniamo subito l’idea dello spuntino per un piatto di pappardelle con la “sarciccia e li funghi” e di una ciotola di fagioli con le cotiche.

Un po’ appesantiti, anche per il mezzo litro di rosso verace, proseguiamo sul fondo valle del Turano il cui flusso è controllato dalla diga del lago costruita negli anni ’30 e ancora fondamentale per la regolazione del sistema di approvvigionamento idrico delle vallate fino a Roma. Passiamo un notevole ponte romanico del XI secolo e risaliamo l’invaso della diga fino alla strada provinciale sovrastante.

Cerchiamo informazioni su come potere utilizzare un passaggio in barca sul lago, ma è troppo tardi e ci tocca percorre il periplo del lago. Il che non sarebbe stato poi così male se non fosse stato per il clima torrido che mi taglia le gambe.

Finalmente siamo a Castel di Tora, e come quasi sempre gli arrivi sono in salita fino al BB Dea di Viola. La ressa dei gitanti domenicali è tale da venire ignorati finché decido di aprire il frigo e servirmi in self-service della B, la priorità numero 1. Oscar vorrebbe andare a fare il bagno nel lago ma siamo entrambi molto stanchi. Recuperiamo gli zaini e poi mi concedo la priorità numero 2, la D, e mi infilo a letto per una pennica. Cena alle 8.

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