VdA, 6 luglio 2022, Piano del Cammino

La Via degli Abati non si puo’ definire propriamente un cammino religioso: ha le caratteristiche piu’ di un cammino storico attraverso vallate e pianure che ancora una volta rappresentano la ricchezze di un’Italia minore che difficilmente potrei visitare ed imparare a conoscere se non avventurandomi a piedi. Cerchero’ quindi di definirmi questa volta come un pellegrino non nel senso strettamente religioso del termine, ma piuttosto come un “wanderer”, un viandante che possa di nuovo perdersi nella Natura per poi ritrovarsi.

Da quando avevo concepito l’idea di continuare un cammino partendo da Pavia, sono passati quasi 20 mesi non solo condizionati in parte dal perdurare dell’epidemia di COVID-19, ma, per quanto mi riguarda, dall’avere dovuto subire un intervento chirurgico alla spina dorsale per risolvere un dolore di origini nervose che mi ha quasi paralizzato la parte posteriore delle cosce e di conseguenza anche la possibilit√†’ di stare in piedi e di camminare per piu’ di dieci minuti. L’intervento e’ andato bene, grazie soprattutto alla competenza del chirurgo e forse anche alla mie condizioni generali di salute. Sono grato oggi di avere superato questo invalidante ostacolo, e la decisione di affrontare questo nuovo cammino di montagna, con dislivelli notevoli sia in salita che in discesa, vuole anche anche essere un ringraziamento e perche’ no, anche uno stimolo per chiunque si trovi nelle condizioni di non vedere vie d’uscita in caso di situazioni simili alle mie. Di conseguenza ho deciso di compiere questo nuovo cammino in solitaria, per non dovere coinvolgere altri camminatori nel caso debba interrompere il viaggio per una qualunque ragione. Se mi stanchero’ mi fermero’, se avro’ fame mangero’, se mi sentiro’ in difficolta’ cerchero’ dentro di me le risorse necessarie per affrontare il disagio, e cosi’ sia.

Partiro’ il 9 luglio per raggiungere Pavia in treno e pernottare allo stesso ostello dei Pellegrini, presso la parrocchia di S. Maria in Betlem a Borgo Ticino, dove avevo pernottato il 21 ottobre 2020, insieme a Luciano il mio compagno di cammino lungo la Via Francisca. Il cammino vero e proprio iniziera’ il 10 luglio alle 6 di mattina (o anche prima se riesco) con l’obiettivo di raggiungere la prima tappa alla fine della mattinata e al riparo dalle temperature che si preannunciano torride.

Piano preliminare in 9 tappe

Prevedo di arrivare a Bobbio in 4 o 5 tappe e poi fino a Pontremoli in altre 5 o 7 tappe. Se le mie condizioni fisiche e quelle atmosferiche lo consentiranno, forse qualche tappa si potra’ accorpare ma non voglio essere condizionato dal rispetto del tempo e del ruolino di marcia, piuttosto che dalla necessita’ di arrivare a completare l’itinerario in buona salute.

Ho scaricato sul mio Smartphone le tracce GPS sia dai siti ufficiali che da altri camminatori precedenti e usero’ WikiLoc come applicazione di tracciamento.

Mi conforta ritrovare l’amato/odiato zaino con le attrezzature che ho raccolto in questi 10 anni di cammini, da quando nel 2012 ho voluto celebrare le 6 decadi di vita ormai raggiunte, e sperimentare questa fantastica ebbrezza di liberta’ e di gratitudine, avventurandomi con impegno e devozione per 42 giorni e 1000km da Lourdes a Finisterre sul Cammino Francese di Santiago di Compostela. Da allora, fino ai cammini piu’ recenti come l’IC2C, Italy Coast to Coast (Da Camerino ad Orbetello) oppure il Cammino di San Benedetto (da Norcia a Montecassino), od ultimamente la Via Francisca da Lavena Ponte Tresa (confine con la Svizzera) fino a Pavia, ho cercato scaramanticamente di conservare le attrezzature e gli indumenti utilizzati quasi come fossero una sorta di divisa del mio peregrinare. Ogni pezzo della mia dotazione mi racconta una storia e mi fara’ compagnia anche questa volta.

Colgo la gradita occasione per ringraziare l’organizzazione di supporto alla Via degli Abati nella persona del Sig. Elio Piccoli, che mi ha fornito preziose informazioni sul cammino nonche’ mi ha fornito le credenziali e altri supporti cartografici. Un ringraziamento va anche alla Sig.ra Stefania Greggio dell’infopoint di Pavia, che si e’ resa personalmente disponibile a recapitarmi le credenziali presso l’Ostello di Borgo Ticino perche’ le trovassi al mio arrivo.

Nel compiere il mio settantesimo anno, voglio segnare questo passaggio come una pietra miliare speciale, un ricordo ed un racconto da dedicare ai miei nipotini, Matteo e Luca, come un lascito di vita vissuta. Chissa’ de Dio mi concedera’ anche la possibilita’ tra qualche anno di percorrere qualche tratto di questo cammino insieme a loro!