Per il cammino di San Benedetto occorre prepararsi bene


Domani si parte. Obiettivo: percorrere a piedi il Cammino di San Benedetto, ovvero i 300 km che vanno da Norcia a Montecassino. Nulla di meglio, la sera precedente, che essere invitati a cena da Patrizia e Domenico. Questa potrebbe apparire una cosa banale da raccontare, è venerdì sera, no? Invece non è banale per niente perché siamo reduci da 3 mesi e 3 settimane trascorsi in quasi totale isolamento nella nostra casa di Bonassola in cima al monte dalla Caminà. Questo è quindi un evento straordinario, un ritorno ad una quasi normalità, la prima cena con amici da un giorno ormai lontano. Attorno all’ampio tavolo tondo siamo in sei disposti a coppie, dove ciascuna coppia è a un metro e mezzo dall’altra. Distanziamento sociale. Naturalmente tutto questo andrà presto a farsi benedire e riprenderemo le posizioni di sempre. Vale la pena di dire che dopo i consueti aperitivi Domenico serve un trionfale spaghetto alle vongole, seguito da una divina orata con patate al forno, il tutto innaffiato dal Friulano (un tempo Tocai) dell’amico Giovanni Foffani, vigne situate a Clauiano, a due passi dal confine sloveno. Poi fragole dell’orto con gelati di crema e torroncino. Che tripudio.

La mia preparazione è stata ottima. A casa anche lo zaino è pronto. Domani si parte!

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